Dalla gestione dell’imprevisto a una visione manageriale
Con il cambiamento del proprio ruolo, Emanuele Grillo aveva bisogno di superare una gestione prevalentemente reattiva. Il percorso di affiancamento lo ha aiutato a programmare, definire le priorità e sviluppare uno sguardo più ampio sul futuro dell’azienda.
Il cliente
Emanuele Grillo opera all’interno di Tecnochimica, un’azienda italiana specializzata nello sviluppo e nella produzione di prodotti per il trattamento galvanico delle superfici.
In una fase di evoluzione dei ruoli aziendali, Emanuele si è trovato ad assumere maggiori responsabilità e a confrontarsi con esigenze differenti rispetto a quelle prevalentemente operative affrontate fino a quel momento.
Il passaggio verso un ruolo manageriale ha reso evidente la necessità di acquisire un metodo più strutturato per programmare, definire le priorità e guidare le attività aziendali.
La sfida
Emanuele era abituato a lavorare reagendo agli imprevisti e alle necessità quotidiane.
Questo approccio poteva funzionare in un ruolo operativo, ma diventava insufficiente nel momento in cui era necessario coordinare attività, prendere decisioni e contribuire allo sviluppo futuro dell’azienda.
La crescita del ruolo richiedeva un cambiamento di prospettiva:
- passare dalla reazione alla programmazione;
- distinguere ciò che era urgente da ciò che era realmente importante;
- definire obiettivi chiari;
- costruire un percorso per raggiungerli;
- sviluppare una visione più ampia rispetto alle attività quotidiane;
- acquisire maggiore sicurezza nella gestione del futuro;
- contribuire all’evoluzione dei ruoli all’interno dell’impresa.
La vera sfida era smettere di affrontare l’azienda esclusivamente attraverso ciò che accadeva nel presente e iniziare a guidarla pensando anche a ciò che sarebbe accaduto dopo.
La nostra diagnosi
Il problema non era la mancanza di competenza tecnica o di conoscenza dell’azienda.
Al contrario, la profonda immersione nella quotidianità rendeva difficile osservare l’impresa da una prospettiva più ampia.
Emanuele conosceva bene ciò che accadeva ogni giorno, ma aveva bisogno di strumenti per:
- ordinare le attività;
- individuare le azioni prioritarie;
- stabilire una direzione;
- ragionare per obiettivi;
- anticipare le esigenze future;
- interpretare in modo nuovo il proprio ruolo.
Inoltre, il cambiamento delle responsabilità all’interno dell’azienda rendeva necessario sviluppare una visione maggiormente imprenditoriale e manageriale, ancora poco presente tra le persone coinvolte nella transizione.
Abbiamo quindi avviato un percorso di affiancamento imprenditoriale e manageriale, costruito per accompagnare Emanuele nella gestione concreta del nuovo ruolo.
L’intervento
Dalla reazione alla programmazione
La prima parte del lavoro si è concentrata sulla costruzione di un metodo di programmazione.
Abbiamo aiutato Emanuele a non partire direttamente dalle attività da svolgere, ma a definire prima:
- il punto di partenza;
- l’obiettivo finale;
- le azioni necessarie;
- le priorità;
- il percorso da seguire;
- i momenti di verifica.
Questo approccio ha permesso di ridurre l’improvvisazione e di trasformare la programmazione in uno strumento concreto, collegato alle reali esigenze dell’azienda.
Definizione delle priorità
Abbiamo lavorato sull’individuazione delle azioni più utili e urgenti, aiutando Emanuele a distinguere tra ciò che richiedeva una risposta immediata e ciò che poteva produrre un impatto più significativo nel medio periodo.
Il confronto ha permesso di evitare che la giornata fosse guidata esclusivamente dagli imprevisti e di dedicare maggiore attenzione alle attività necessarie per costruire il futuro dell’impresa.
Evoluzione del ruolo manageriale
Il percorso ha accompagnato Emanuele nella comprensione concreta di cosa significhi essere manager all’interno di un’azienda.
Essere manager non significa soltanto gestire più attività o assumere maggiori responsabilità, ma:
- ampliare il proprio punto di osservazione;
- prendere decisioni considerando le conseguenze future;
- definire una direzione;
- coordinare priorità diverse;
- costruire continuità;
- aiutare l’organizzazione a non dipendere soltanto dalle emergenze.
Questo lavoro ha favorito una maggiore consapevolezza del ruolo e della responsabilità di contribuire allo sviluppo dell’azienda oltre il proprio perimetro operativo.
Un punto di vista esterno
Una parte importante dell’affiancamento è stata la possibilità di osservare l’impresa attraverso un punto di vista differente.
Chi vive ogni giorno all’interno della stessa realtà tende inevitabilmente a interpretarla attraverso abitudini, esperienze e modalità consolidate.
Il confronto con competenze esterne ha aiutato Emanuele a vedere possibilità, criticità e priorità che, immerso nella quotidianità, risultavano meno evidenti.
L’affiancamento non ha sostituito le sue decisioni, ma gli ha permesso di valutarle attraverso prospettive nuove e più complete.
Il risultato
Il percorso ha permesso a Emanuele di sviluppare una maggiore comprensione del proprio ruolo manageriale e una visione più ampia delle attività aziendali.
Oggi affronta la programmazione con minore timore e con un metodo più solido.
Il lavoro svolto gli ha consentito di:
- ridurre la dipendenza dall’improvvisazione;
- programmare le attività partendo dagli obiettivi;
- individuare con maggiore chiarezza priorità e azioni;
- osservare l’azienda oltre le urgenze quotidiane;
- sviluppare una visione orientata al futuro;
- acquisire maggiore sicurezza rispetto alle nuove responsabilità;
- comprendere meglio cosa significhi contribuire alla gestione manageriale di un’impresa.
Il risultato più importante riguarda la percezione delle proprie capacità.
Seguendo un metodo strutturato, Emanuele ha compreso di poter affrontare la programmazione e la crescita del proprio ruolo senza dover avere immediatamente tutte le risposte.
La struttura del percorso ha reso il futuro meno incerto e ha rafforzato la sua capacità di pensarlo, prepararlo e guidarlo.
Un’azienda in evoluzione
Il percorso si inserisce in una fase più ampia di cambiamento dei ruoli aziendali.
L’impresa sta affrontando una transizione nella quale è necessario distribuire nuove responsabilità e sviluppare una maggiore visione imprenditoriale nelle persone chiamate a guidarne il futuro.
L’affiancamento a Emanuele rappresenta quindi non soltanto un percorso individuale, ma un contributo alla costruzione di una cultura aziendale più orientata alla programmazione, alla responsabilità e alla crescita.
Le leve attivate
Persone
Evoluzione del ruolo, maggiore consapevolezza delle responsabilità e sviluppo delle competenze manageriali.
Organizzazione
Programmazione, definizione delle priorità, pianificazione delle attività e gestione degli imprevisti.
Strategia
Costruzione di una visione di medio periodo e collegamento tra obiettivi, azioni e risultati.
Passaggio di ruolo
Accompagnamento nella transizione da una prospettiva prevalentemente operativa a una funzione manageriale.
La voce del manager
“Ero abituato a lavorare sull’imprevisto. Facendo un salto di ruolo, mi sono accorto che la programmazione e l’organizzazione diventavano requisiti fondamentali. Ho imparato a partire da un obiettivo, individuare le azioni più utili e scegliere prima il percorso da seguire.
Avere un punto di vista diverso è importante, perché quando vivi ogni giorno dentro una realtà rischi di non vedere colori che, da solo, non riesci più a riconoscere.”
Emanuele Grillo – Tecnochimica
