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Quante volte anche tu avrai sentito e letto frasi come queste: “Un imprenditore deve esercitare Leadership” oppure “Il fattore fondamentale per il successo di un Leader è nella sua capacità di Leadership.” Frasi energiche e suggestive senza dubbio, ma in pratica: cosa vuol dire esercitare Leadership o essere Leader?

Ti va se facciamo un po’ di chiarezza? Bene, innanzitutto occhio all’origine della parola Leader, che deriva dal verbo inglese to lead e vuol dire guidare. Quindi, Leader è colui o colei che guida (persone, organizzazioni, progetti, sistemi e così via) e Leadership è la capacità di guidare.

Anche se il significato è apparentemente chiaro, autorevoli imprenditori e intellettuali hanno spesso messo in guardia chi pensa che essere Leader sia semplicemente saper guidare gli altri (dipendenti, collaboratori, fornitori e così via) a eseguire compiti e realizzare obiettivi.

Chi pensa di guidare gli altri e non ha nessuno che lo segue sta solo facendo una passeggiata. (John Maxwell)

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E come se non bastasse, hanno anche segnalato parecchi miti da smantellare. Per esempio:

  • La leadership è una capacità rara.
  • Leader si nasce, non si diventa.
  • I leader sono carismatici per natura.
  • Il leader controlla, dirige, spinge, manipola.

Questi falsi miti considerano la leadership come un dono naturale, appartenente alla persona, legata alle caratteristiche personali. Niente di più fuorviante, perché leader si può diventare. Certo, c’è una predisposizione del carattere, ma per essere un buon leader è necessario sviluppare la competenza della leadership.

Per questo aiuta moltissimo la formazione che chiarisce i metodi dell’autorevolezza, della capacità di delega, della comunicazione assertiva e di tutto ciò che serve per gestire risorse e gruppi di lavoro.

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Le principali caratteristiche del buon leader

Sulla scia dei falsi miti, alcuni imprenditori ci chiedono: “E allora, cosa devo fare, come mi devo comportare per essere un buon leader?”

A noi, che preferiamo l’essenzialità della pratica alla complessità della teoria, piace tratteggiare in pochi punti cosa fa un imprenditore per essere un buon leader, ovvero colui che è guida e punto di riferimento per la sua azienda:

  • un buon Leader sa leggere il contesto in cui muoversi: quindi, per un imprenditore vuol dire che prima di agire è fondamentale fare un esame accurato della realtà (territorio, mercato, competitor, ecc.) in cui sono collocate le sue risorse (la sua azienda e i suoi dipendenti e collaboratori);
  • al Leader è richiesto di saper ridurre la complessità e trasformarla in opzioni reali: per un imprenditore ciò vuol dire stabilire obiettivi e piani di azione realizzabili e predisporre opportuni e tempestivi cambiamenti;
  • un buon Leader è in grado di integrare i piani di azione verso un fine sovraordinato: per un imprenditore significa dirigere le sue risorse verso un obiettivo comune che dia senso agli sforzi richiesti ed orienti le energie di ogni singola risorsa del suo team.

In sintesi: un leader è chi è capace di mobilitare e valorizzare tutte le sue risorse verso gli obiettivi da raggiungere.

athletes-ball-field-186076Un imprenditore leader è la migliore guida per un team

Sappiamo quindi che guidare, motivare e valutare persone è la più grande sfida per un buon leader e una cosa è certa: per un imprenditore oggi, più che nel passato, gestire efficacemente le persone che lavorano nella sua azienda implica:

  • la capacità di favorire il loro sviluppo,
  • rimuovere gli ostacoli che bloccano la loro produttività,
  • supportare la loro motivazione.

Come mettere in pratica questi tre punti? Noi ti suggeriamo otto azioni che puoi sperimentare in ogni progetto in cui coinvolgi un team di lavoro:

  1. Stabilisci un obiettivo di squadra ben definito, assicurati che tutti lo abbiano ben chiaro e aiuta tutti a farne parte.
  2. Affida a ogni persona un compito in linea con le sue capacità e il suo valore; definisci le responsabilità e chiarisci chi fa che cosa in relazione al gruppo.
  3. Sii positivo, ma realista. Non nascondere le difficoltà e dai la visione di ciò che vi aspetta, nel bene e nel male.
  4. Sii flessibile: se si presentano ostacoli e difficoltà nel lavoro, accetta di modificare i piani e segui i suggerimenti di chi dimostra valore e competenza.
  5. Guadagna il rispetto con un comportamento etico ed equilibrato: avrai ottime possibilità di essere imitato.
  6. Tieni conto delle difficoltà che il team segnala, ascolta tutti con interesse.
  7. Non entrare nei conflitti e nelle vite private del tuo team, rimani neutrale nell’interesse di tutti.
  8. Celebra i successi e dimostra il tuo apprezzamento per i risultati raggiunti dal team: riconosci che è un lavoro di squadra e che tutti sono importanti.

Come vedi, essere buon leader vuol dire guidare le persone verso obiettivi anche ambiziosi mettendo in campo autorevolezza, assertività, empatia. Esercitare la leadership non vuol dire stare al comando o far sentire la voce del padrone, ma essere capace di coinvolgere, motivare, emozionarsi ed emozionare. Come dice Daniel Goleman:

“La grandezza di una leadership si fonda su qualcosa di molto primitivo: la capacità di far leva sulle emozioni.” 

Tutto questo facilita moltissimo la crescita degli affari e della produttività, oltre che il buon clima in azienda.

 

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