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Con il talento si vincono le partite, ma è con il lavoro di squadra e l’intelligenza che si vincono i campionati.
Cit. Michael Jordan

 

Un’azienda non è costituita solo dal titolare o dal top management, un’azienda è costituita da tutte le persone che ogni giorno e ad ogni livello vi lavorano.

Le aziende riescono ad avere successo solo quando tutti i membri dell’organizzazione sono motivati a supportare e sostenere la missione aziendale.

Superare gli ostacoli organizzativi e neutralizzare le minacce che rischiano di bloccare il successo aziendale è un fattore delicato e molto importante, e si può ottenere sviluppando una cultura basata sulla fiducia e sull’impegno dei propri collaboratori.

L’attuale mercato richiede grandi capacità di affrontare con serenità i cambiamenti che un’azienda è chiamata ad apportare per restare al passo con i tempi e i dipendenti devono condividere con la mente e con il cuore le nuove strategie, cogliendone lo spirito e portando il loro personale contributo e idee per raggiungere l’obiettivo prefissato.

 

I miei dipendenti non collaborano

Il lavoro di squadra è la capacità di lavorare insieme verso una visione comune. La capacità di dirigere la realizzazione individuale verso degli obiettivi organizzati è il carburante che permette a persone comuni di raggiungere risultati non comuni.
Cit. Andrew Carnegie

Colleagues in business meeting

Ebbene sì caro imprenditore, se i tuoi dipendenti non sono collaborativi e tu devi sempre rincorrerli ed essere onnipresente, forse anche tu nel tempo puoi aver sbagliato qualcosa.

Per non continuare ad alimentare questa politica distruttiva, potrebbe essere il caso di rivedere un pochino la tua politica di leadership e soprattutto di diffonderla attraverso la giusta comunicazione.

Nelle aziende con cui ho collaborato e collaboro spesso mi sento dire dai titolari, “ma io dico ai miei dipendenti cosa devono fare, ma loro non capiscono” (Ostacolo cognitivo), il mio staff non è motivato (Ostacolo motivazionale), mi mancano le risorse per attuare un cambiamento (Ostacolo legato alle risorse).

Dai dipendenti sento dire, “noi che ogni giorno abbiamo a che fare con clienti e fornitori abbiamo questi problemi ma nessuno ci ascolta e ci vengono dati ordini dall’alto senza considerare le reali necessità”.

Se poi c’è un cambiamento in atto per necessità aziendali, tipo un cambio generazionale, o per necessità di mercato, le persone se non sono coinvolte non capiscono le nuove direttive e hanno paura.

Nella testa dei dipendenti nascondo le domande tipo: “quali saranno le reali ragioni di questi cambiamenti?” “c’è qualcosa che non va?” “presto rimarremo a casa?” “sono delle tattiche per farci lavorare di più?” “ecco le solite regole che non ci considerano”!

Più i dipendenti sono tenuti allo scuro dalle decisioni aziendali e meno sono coinvolti nell’attuazione di nuove strategie per portare nuovi clienti e valore all’azienda, più questi dubbi si rafforzano.

dictatorSe le persone che ogni giorno dovrebbero attuare la strategia aziendale e comunicarla ai clienti, la percepiscono come un’imposizione calata dall’alto, senza sentire interessamento per ciò che pensano e provano, saranno sempre più riluttanti nell’attuarla.

 

Ti faccio un esempio.

L’azienda XY ha la necessità di aggiornare il proprio impianto telefonico e gli viene offerto un nuovo centralino con sistemi di Unified Communications e con possibilità di migliorare il lavoro dei propri dipendenti, la collaborazione ed efficientare il servizio verso il cliente.

Il titolare decide di sostituire tutti i sistemi e i dipendenti che ogni giorno rispondono al telefono si ritrovano a dover aver a che fare con una nuova interfaccia, devono tenere delle cuffie e rispondere dal display del pc e non dalla solita cornetta.

Tutti sono indispettiti e la vedono come una perdita di tempo e un modo per il titolare di controllare il loro operato perché non si fida, mentre l’obiettivo è tutt’altro.

Il titolare aveva scelto questa soluzione per dare ai propri dipendenti uno strumento che potesse snellire le comunicazioni con i clienti e con i colleghi, ma questo non è stato spiegato e soprattutto non sono state intervistate le persone che ogni giorno utilizzano questi strumenti per capire quali fossero le loro reali necessità e cosa avrebbe potuto facilitare il loro lavoro rendendolo più semplice e snello.

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Aver organizzato una riunione e un’indagine preventiva in cui si chiedevano le difficoltà oggettive incontrate ogni giorno e proponendo le soluzioni che la nuova tecnologia avrebbe potuto portare al lavoro quotidiano avrebbe reso l’inserimento di questo intruso tecnologico non un ostacolo ma un’opportunità.

Il management era mosso da buoni propositi, ma senza comunicarlo adeguatamente questo non è stato percepito.

Rendere i dipendenti partecipi delle scelte aziendali, li rende sicuramente più collaborativi e cooperativi.

Ricorrere alla tecnica del bastone e della carota non serve più, l’azienda deve arrivare ad una vera equità nella definizione della strategia e nella sua messa in pratica.

L’equità dei processi è una variabile fondamentale per ottenere il successo nell’applicazione delle nuove strategie.

Passi piccoli ma costanti

Non è quello che dici, ma come lo dici!

Cit. Marshall Goldsmith

Cosa dovrebbe fare quindi un imprenditore per ottenere dai propri dipendenti più collaborazione e vedere un lavoro ben fatto?

Utilizzare l’equità dei processi!

Durante la fase di elaborazione di una strategia o di attuazione di un cambiamento, è fondamentale coinvolgere e chiarire, comunicando l’esistenza di regole eque e chiare che accompagnano in questa evoluzione.

Questo atteggiamento ispira le persone a cooperare volontariamente nell’attuazione delle scelte strategiche, perché “sento che la mia opinione conta”, sviluppa fiducia e impegno e porta quindi le persone a lavorare con intraprendenza mettendo spesso in secondo piano i propri interessi personali, per attuare le strategie aziendali.

Questo meccanismo permette all’azienda di ottenere un risultato superiore rispetto alle aspettative, perché tutti i dipendenti remano dalla stessa parte, in modo partecipe e collaborativo.

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